AREE DI INTERVENTO
Sostegno ad esperienze di maternità e genitorialità “difficile”
Infertilità, fecondazione assistita, depressione post partum
Per alcune donne (e alcune coppie), in numero sempre crescente negli ultimi anni, l’accesso alla genitorialità anziché rappresentare un momento creativo e gioioso può diventare un’esperienza frustrante e negativa.
Senso di colpa, (già la definizione “primipara attempata” – termine con il quale si indica una donna over 35 in attesa del primo figlio – racconta meglio di molte altre cose, l’atteggiamento con il quale parte del mondo scientifico accoglie una futura madre non più ventenne), senso di inadeguatezza, timori di vario genere e confusione regnano sovrani.
Spesso tra la scelta di provare ad avere un figlio, un’eventuale diagnosi di infertilità e l’accesso alla rete di professionisti di sostegno alla maternità possono trascorrere dai 3 ai 4 anni. La resistenza al prendere consapevolezza del tema e potersi orientare verso la soluzione è spesso determinata non solo da fattori emotivi ma anche dal ping pong che le coppie si trovano a sostenere prima di potersi affidare ai professionisti “giusti” sia dal punto di vista tecnico-professionale che umano ed empatico.
Quando il viaggio verso la procreazione assistita ha inizio, è importante farsi sostenere dal punto di vista emotivo per evitare che dubbi, difficoltà ed eventuali imprevisti possano indebolire la volontà dei futuri genitori verso il loro progetto più importante. Uno spazio protetto di ascolto e confronto può divenire fondamentale per poter aiutare la coppia a confrontarsi e a comprendere che dubbi e paure, anziché diventare elementi distanzianti e potenzialmente disgreganti, possano trasformarsi in elementi di forza e condivisione